Fu fondata nel 1609. Vi sono custodite tele di Luca Giordano, Paolo De Matteis, Vincenzo Galloppi e una macchina da festa usata per l'esposizione del Santissimo Sacramento del XVIII e XIX secolo. E' annessa alla chiesa una biblioteca di circa 20.000 volumi.
Il Collegio dei Padri della Compagnia di Gesù e la relativa chiesa furono fondati nel 1609; i lavori iniziarono nel 1614 su progetto dell'architetto Pietro Provedi e dopo la sua morte proseguiti da Agazio Stoia. La chiesa fu aperta al pubblico nel 1615. Con l'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Napoli, la chiesa fu consegnata alla Comunità del Clero dei Preti Semplici. Oggi la facciata della chiesa presenta un'imponente trabeazione che la divide in due sezioni e si conclude con timpano triangolare; alle porte della chiesa sono affissi due stemmi: quello della Città e quello della Comunità del Clero. L'interno è a una navata con cinque altari: 4 laterali e l'altare maggiore. Sulla porta d'ingresso è posta la tela di Paolo De Matteis raffigurante “Sant’Ignazio e San Francesco Saverio che ricevono il breve della missione dal Pontefice”. A destra dell’ingresso è stata collocata nel 1993 un'altra tela restaurata di Paolo de Matteis raffigurante la “Madonna con Bambino e San Giuseppe con i Santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kotska”. L’Altare Maggiore è impreziosito dalla bella tela della “Beata Vergine del Rifugio” (o del Soccorso), attribuita a Luca Giordano. La volta della navata, riccamente decorata, custodisce il grandioso dipinto, realizzato nel 1899, da Vincenzo Galloppi che raffigura il “Trionfo del Nome di Gesù”. Nella Chiesa è conservato l'unico esemplare di macchina da festa, usata per l'esposizione del Santissimo Sacramento; si tratta di un grande ostensorio in legno policromo, realizzato da intagliatori napoletani del XVIII e XIX secolo. La macchina fu scoperta e rimontata nel 1997 in occasione della mostra "Capolavori in festa" tenuta a Napoli al Palazzo Reale. Annessa alla chiesa vi è una ricca biblioteca di grande interesse culturale che comprende circa 20.000 volumi antichi e moderni.
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