Interessanti testimonianze sulla vita della città dall' VIII-VII secolo a.C. fino al tardo Rinascimento, sono raccolte nell'Antiquarium, in via Marco Mario, attualmente non accessibile al pubblico".
Il nucleo più antico è costituito dai ricchi corredi delle necropoli scoperte nel territorio di Castellammare, soprattutto a Santa Maria delle Grazie.
Dall’ VIII al VI secolo prevale la ceramica locale di impasto nerastro alla quale si affianca agli inizi del VI secolo un bucchero pesante ad imitazione di quello etrusco. All’interno di una coppetta di bucchero di produzione campana appare graffita una delle più antiche iscrizioni etrusche rinvenute in Campania. Nel corso del VI secolo compaiono anche ceramiche di importazione prodotte in Grecia (Calcide e Corinto) o di imitazione locale. A partire dalla metà del VI secolo appaiono ceramiche a figure nere ed a vernice nera sia di importazione che di imitazione locale (Ischia).
Il nucleo più cospicuo è costituito da dipinti e stucchi provenienti dalle ville romane. Tali pitture appartengono alle mode decorative romane di età giulio-claudia e flavia, meglio note rispettivamente come “terzo e quarto stile pompeiano”. Un complesso particolare è costituito dai pannelli in stucco dal Petraro (Gragnano), in esecuzione durante l’eruzione del 79 d.C.
La statua del “Pastore”, uno dei vanti del museo, fu rinvenuta nel 1967 in proprietà Fusco, a meno di 100 metri dalla Villa di Arianna, in un edificio oggi interrato e sepolto sotto costruzioni abusive.
Alla resurrezione di Stabia dopo l’eruzione del 79 d.C. appartengono un cippo miliario posto nel 121 d.C., sotto l’imperatore Adriano, all’undicesimo miglio della via Nuceria-Stabiae sia un sarcofago con “Apollo ed Atena fra le Muse” dove fu deposto Giulio Longino, comandante dei decurioni di Miseno, rinvenuto nel 1879 nella necropoli posta sotto l’attuale Piazza Municipio.