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I fondi dell'Archivio "Catello Salvati"

Archivio Storico ]

 

Per le esigenze di attualità, utilizzazione e interesse storico-scientifico abbiamo tre diversi tipi d'archivio. Negli anni '80 iniziò l'opera di sistemazione dell' Archivio Storico, che, in base al D.P.R. 30.9.1963 n. 1409, art. 30, raccoglie i documenti del Comune dall'origine sino agli affari esauriti da oltre 40 anni. Nel nostro caso, quindi, dal 1513 al 1948. Esso è articolato in diversi Fondi, a loro volta distribuiti in Serie. Questi i Fondi:

A - Fondo Istituzionale: A1: Fascicoli A2: Delibere Comunali A3: Conti Comunali A4: Censimenti della popolazione

B - Fondo Museo: B1: Scritture d'Ayello B2: Debiti Istrumentari B3: Periodo Francese B4: Atti Miscellanei

C - Fondo Iconografico: C1: Piante e Disegni C2: Giornali C3: Opuscoli C4: Manifesti C5: Fotografie

A - Fondo Istituzionale

A1 - I Serie: Fascicoli. E' costituita dagli affari trattati correntemente dal Comune, articolata in 15 categorie, in relazione ai compiti istituzionali attribuiti ai vari uffici. Da precisare, però, che le 15 Categorie furono introdotte con la Circolare del Ministero degli Interni, n. 17100-2, del 1 marzo 1897, mentre sino a tale data le categorie erano state 22. Ed allora, in sede di inventariazione e sistemazione del fondo, si è stabilito di procedere alla stesura di un duplice inventario, uno per i fascicoli sino al 1896 ed in altro dal 1897 al 1948. La documentazione complessiva relativa, distribuita in circa 20.000 fascicoli, copre l'arco di un secolo e mezzo, dal 1800 al 1948.

A2 - II Serie: Delibere Comunali. La seconda serie è costituita dai registri delle delibere comunali, Decurionali, di Giunta, Commissariali, Podestarili e di Consiglio. La sottoserie più antica, custodita nel Fondo Museo, copre gli anni dal 1513 al 1550 ed è, inutile dirlo, una fonte insostituibile, se non unica, per la ricostruzione di quel periodo della storia cittadina, e non solo cittadina. La seconda sottoserie comprende le delibere comunali dal 1722 al 1948. Manca il volume relativo all'anno 1860. Eccone il dettaglio:

    Vol. 1: dal 6 settembre 1722 al 1737;
    Vol. 2: dal 5 gennaio 1738 al 25 agosto 1782;
    Vol. 3: dal 1 settembre 1782 al 15 ottobre 1806;
    Vol. 4: dal 1 dicembre 1806 al 30 giugno 1830;
    Vol. 5: dal 12 luglio 1830 al 15 settembre 1842;
    Vol. 6: dal 28 ottobre 1842 al 22 luglio 1847;
    Vol. 7: dal 14 agosto 1847 al 5 ottobre 1853;
    Vol. 8: dal 3 maggio 1854 al 29 novembre 1959. Seguono dal 1861 al 1948.

A3 - III Serie: Conti Comunali Comprende molti volumi, dalla metà del secolo XIX in poi. Ogni volume è così articolato. Vi è prima l'ordine o la delibera di pagamento, che contiene anche la ratio della spesa; segue sempre la ricevuta (fattura) del creditore. E' evidente, quindi, l'estremo interesse offerto da questa serie che, oltre a ricostruire aspetti minuti di cultura materiale, offre informazioni compiute circa la storia dei prezzi. Istituzionalmente apparterrebbero a questo fondo anche i conti del 1799 e del periodo francese che, per la loro intrinseca rarità, sono stati inseriti nel fondo museo. E' noto, difatti, che dopo la breve Repubblica Napoletana del '99 e dopo il cosiddetto Periodo Francese (1806-1814), i governi restaurati provvidero alla sistematica distruzione dei documenti prodotti in tali periodi. Da segnalare anche, e per gli stessi motivi, i volumi relativi al 1860.

A4 - IV Serie: Censimenti della Popolazione Il fondo è oltremodo lacunoso, pur conservando moltissimi fasci di schede di censimento.

B - Fondo Museo. E' noto che il Fondo Museo di un archivio comprende la documentazione più rara e prestigiosa. Quindi non si tratta di un complesso archivistico formatosi ordinatamente ed in modo natura-le, ma comprende varia documentazione per lo più residua e frammentaria, ma non per questo meno utile. Anzi, in questo caso, è vero il contrario. Si articola nelle seguenti serie.

B1 - I Serie: Scritture d'Ayello. Il notaio Vincenzo d'Ayello jr, nel corso della sua vita raccolse quanto poté degli antichi documenti relativi alla città, distribuendoli in 20 volumi di affari civili e 4 di affari ecclesiastici. Nel corso dei secoli i volumi "ecclesiastici", più uno di indici, sono andati dispersi, ad eccezione della seconda parte del quarto volume, attualmente conservato nell'Archivio Storico Diocesano. I volumi "civili" hanno, per fortuna, subìto miglior sorte, tanto è vero che noi oggi ne conserviamo ben 17 ed una copia del diciottesimo, per un totale di diciotto. Sono andati difatti dispersi, anche se la ricerca non è stata abbandonata, l' Index Privilegiorum et aliarum scripturarum Civitatis Castrimaris; un altro intitolato il Russolillo, che conteneva tutti i privilegi della città, sin dall'epoca sveva; e il Libro per alfabeto intitolato Repertorio di ciò che negli enunciati 12 volumi contiensi, enunciando il numero dei volumi, ed i fogli rispettivi, di cui recentemente ne è stata rinvenuta una copia ottocentesca. Ecco ora il dettaglio delle Scritture d'Ayello:

    Volume I: Atti diversi dal sec. XVI al XVIII. La copertina è in carta pecora, contenente la nomina a notaio di Marino Buonocore, di Castellammare. Dal modo in cui è legato non si riesce a leggere la data. (sec. XVII) Sul dorso, a grafia del d'Ayello è scritto: Nota di tutti i protocolli.

    Volume II: Libro dei conti della Città, dell'anno 1686. Vi mancano i primi 16 folii. Copertina in carta pecora non scritta.

    Volume III: Registro delle delibere comunali, dal 9 ottobre 1513 al 16 febbraio 1550, con interruzioni, di folii 88. In aggiunta: atti relativi alle revisione dei conti di Domenico del Castiglio, governatore di Castellammare, dell'anno 1697. Copertina in carta pecora non scritta.

    Volume IV: Atti diversi dei secoli XVI e XVII. Copertina in carta pecora, contenente la nomina di Marino Simone Buonocore a Giudice a contratti, del 21 aprile 1635.

    Volume V: Atti diversi dei secoli XVI e XVII. Copertina in carta pecora, contenente un atto tra il nobile Andrea Coppola di Castellammare ed il nobile Jacobo de Marco di Napoli, del 1555.

    Volume VI: Atti diversi dei secoli XVI e XVII. Mancano i primi 45 folii. Copertina in carta pecora, contenente un atto del vescovo stabiese Salvatore Scaglione, riguardante la cappellania di S.Catello. Non si legge la data. (sec. XVII) All'esterno, in grafia del d'Ayello, è annotato: 1752 (anno di compilazione del volume).

    Volume VII: Atti diversi dei secoli XVI e XVII. Copertina in carta pecora, contenente atto del 3 agosto 1635.

    Volume VIII:Atti diversi dei secoli XVI e XVII. Mancano i primi 16 folii. Copertina in carta pecora, contenente atto del 19 aprile 1697.

    Volume IX: Atti diversi dal sec. XVI al XVIII. Volume con doppia numerazione: foll. 1-236 e foll. 1-186. Copertina in carta pecora, contenente atto del 29 maggio 1573.

    Volume X: Atti diversi dal sec. XV al XVIII. Mancano i primi 98 folii. Legatura moderna. (La copertina di questo volume era costituito da un atto, in carta pecora, contenente la nomina di monsignor Pio Tommaso Milante a vescovo di Castellammare, del 1743. Di tale circostanza si avvide Giuseppe Cosenza nel corso delle sue ricerche, facendone partecipe il Comune ed il Vescovo, tanto che il 18 maggio 1905 tale copertina fu ritirata, per ordine del Sindaco, dal Cosenza e consegnata al vescovo diocesano mons. Michele de Iorio, che la ripose nell'Archivio del Capitolo Cattedrale (ASCC) stabiese, ove tuttora è custodita. Su Giuseppe Cosenza, vedi: G. D'ANGELO, Ricordando Giuseppe Cosenza, Castellammare di Stabia, 1985).

    Volume XI: Atti diversi dal sec, XVI al XVIII. Copertina in carta pecora, contenente la nomina a notaio di Tommaso Mangrella, di Castellammare, del 25 luglio 1633.

    Volume XII: Atti diversi dal sec. XVI a XVIII. Copertina in carta pecora non scritta.

    Volume XIII: Intitolato: Cambione de Creditori Istromentarij della fedelissima Città di Castellammare 1617. Copertina in carta pecora non scritta.

    Volume XIV: Catasto di Castellammare, dell'anno 1554. Copertina in carta pecora, contenente atto del 1530.

    Volume XV: Catasto dei terzieri, (Così erano chiamate le frazioni di Quisisana, Fratte, Scanzano, Privati e Mezzapietra) dell'anno 1603. (Erroneamente sulla copertina è segnato, in grafia moderna, l'anno 1684. In tale anno, invece, il Catasto, composto nel 1603, fu consegnato dalla Città al notaio Vincenzo d'Ayello seniore, avo del nostro). Legatura moderna.

    Volume XVI: Platea dei beni della Cappella del SS. Sacramento del 1753. Copertina in carta pecora, contenente atto di notaio Giovanni Spenta del 1628.

    Volume XVII:Volume intitolato: Processus originalis Platee venerabilis Archiconfraternitatis Ss.mi Corporis Christi, 1753. Copertina in carta pecora non scritta.

B2 II - Serie: Debiti Istrumentari. Il fondo è in costituzione e comprende circa una ventina di fascicoli che contengono atti dal sec. XVI al XVIII. Nella prima meta del '700 si manifestò l'esigenza, da parte dello Stato, di controllare l'origine dei molti debiti contratti, nei secoli, dai Comuni. Pertanto fu inviato presso ogni amministrazione comunale un "attuario" della Regia Camera della Sommaria, con il compito di istruire un vero e proprio processo istruttorio circa l'origine dei vari debiti, nel timore che tali oneri fossero stati artificiosamente creati allo scopo di favorire determinate famiglie o enti. Pertanto gli interessati dovettero fornire la cosiddetta "probatio diabolica", cioè esibire i titoli originari dei propri crediti. Quindi noi oggi troviamo agli atti documenti anche della prima metà del cinquecento, con la causale del debito contratto. Attraverso questa documentazione, apparentemente finanziaria, oggi possiamo ricostruire moltissimi avvenimenti altrimenti rimasti sconosciuti: venuta di soldati in città; saccheggi effettuati da pirati; costruzioni di chiese; riparazioni alle fortificazioni; frammenti di cultura materiale; ed altro.

B3 III - Serie: Periodo Francese. In questa serie sono stati raccolti i residui documenti della Repubblica Partenopea del 1799 e quelli del decennio francese (1806-1815). Per la Repubblica Partenopea le unità archivistiche sono costituite da undici volumi di conti comunali, articolati nel modo solito: ordine di pagamento intimato dall'autorità, con ampia motivazione, e quietanza liberatoria. I documenti del Decennio comprendono, oltre ai conti in venti volumi, anche tutte le attività comunali legate a tale periodo, non esclusi fascicoli provenienti dal Fondo Istituzionale. Quindi una serie di ampio respiro. Non è inutile a tale punto sottolineare l'importanza e la rarità di questa serie, salvatasi chi sa come dalla sistematica distruzione di tutta la documentazione relativa a tali due periodi storici.

B4 - IV Serie: Atti Miscellanei. Comprende documentazione varia che non ha trovato collocazione in altri fondi. Eccone il dettaglio:

    - Volume, contenente atti diversi dal 1785 al 1804, riguardante il fiume Sarno ed i torrenti S. Marco e Li Volpi. Legatura moderna, provvisoriamente segnato col n. 13. - Onciario dei beni della città, del 1797, rettificato nel 1807. - Indice del Catasto provvisorio (borbonico). - N. 5 voll. di supplemento al Catasto (borbonico). - Volume di atti diversi, dal XV al XIX secolo. Provvisoriamente segnato col n. 1. - N. 2 pacchi di documenti, della prima metà dell'Ottocento, relativi alla Sottointendenza di Castellammare. (Con le leggi dell'8 agosto 1806 e 12 dicembre 1816 tutto il Regno fu diviso in 13 Province, con a capo un Intendente ed un Consiglio d'Intendenza. Ogni provincia fu articolata in Distretti presieduti da un Sottointendente. La Provincia di Napoli fu composta da tre Distretti, con capoluoghi: Napoli, Pozzuoli e Castellammare di Stabia, ove appunto risiedeva il Sottointendente. Il Distretto di Castellammare si estendeva da Torre Annunziata a Massa Lubrense, comprendendone tutti i Comuni). La serie, comunque, è in rapido accrescimento.

C - Fondo Iconografico. E' composto di cinque serie in fase di costituzione, di cui le prime tre avranno soltanto un inventario di riferimento ai fascicoli nei quali si trovano i documenti relativi, data l'impossibilità di estrazione dai fascicoli stessi.

C1 I Serie: Piante e Disegni. Vi sono comprese unità archivistiche dei secc. XIX e XX, con rari frammenti del sec. XVIII.

C2 II Serie: Giornali. Una serie davvero sorprendente, contenente varie testate di settimanali cittadini delle quali si era perduto ogni ricordo, come Il Popolo del Circondario, Stabia, L'Amico del Popolo, La Verità, che ebbero vita nell'ultimo quarto del XIX secolo.

C3 III Serie: Opuscoli. Comprende innumerevoli pubblicazioni curate dal Comune, per la maggior parte Regolamenti e Statuti, non escluso materiale pubblicitario.

C4 IV Serie: Manifesti. Centinaia di manifesti, locandine ed inviti dalla seconda metà dell'ottocento ai nostri giorni. Si tratta di materiale davvero rarissimo.

C5 V Serie: Fotografie. Questa serie è stata creata ex novo, con acquisto di più di quattrocento lastre fotografiche originali degli anni '20-'30, duecento negativi e circa trecento riproduzioni di vecchie foto e cartoline, tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, offerte anche da privati. Questa serie è suscettibile di ampio incremento.

(note tratte da G.D'Angelo e A.Quartuccio, "Archivi e Biblioteche", Castellammare di Stabia, 2002)