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Reggia Quisisana

 
 
reggia quisisana Ubicazione Salita Quisisana
Recapiti Recapiti
Orari  
Chiusura  
Visitabile In ristrutturazione
Accesso facilitato  
Fonte principale Castellammare di Stabia, luogo d'arte cultura e tradizione, a cura di Giuseppe D'Angelo
 
Descrizione

Sede dei regnanti, dalle incerte origini, si hanno notizie in alcuni documenti del XIII secolo. Divenne, successivamente, albergo. Oggi è stata riportata all’antico splendore.

La Reggia di Quisisana è caratterizzata da un complesso architettonico di fabbriche ubicate in posizione paesaggistica dominante. La ragione dell’esistenza di Quisisana è nel nome: “Domus de loco sano”, luogo accogliente per la salubrità del clima. Dubbie sono le origini del primo volume murario: la reggia compare già in alcuni documenti del 1280 sotto Carlo I d'Angiò e in una novella del Decamerone. La storia dei regnanti inizia da Carlo I D’Angiò che, fortificando con una cinta muraria la città, iniziò i lavori al Palazzo Reale. Roberto D’Angiò ingrandì ed ampliò ulteriormente l’impianto. Gli edifici erano accompagnati dalla Torre, unica delle tre fabbriche giunta a noi. Nei secoli successivi non vi furono modifiche nè abbellimenti, pur rimanendo luogo di villeggiatura estivo preferito dai regnanti, soprattutto in occasione della peste a Napoli. Le cronache segnalarono numerose guarigioni che ampliarono la fama di Quisisana. Durante il corso di questi secoli il Palazzo passò da un notabile ad un altro e nel 1541 divenne proprietà dei Farnese: comincia lo stato di abbandono. Il periodo di massimo splendore si ebbe durante il Regno Borbonico. Nel 1758 Ferdinando IV avviò la prima fase di lavori che inglobarono ed ampliarono i vari volumi, saldandoli fra loro e ottenendo un elemento ad “L”. Ma la sistemazione definitiva fu data da Ferdinando II il quale sistemò la villa secondo uno schema tipicamente anglosassone. Al piano nobile venne creata una loggia, che era specificatamente adibita al diletto di sua Maestà, il quale così poteva “sparare alle quaglie”. Dopo l’unità d’Italia, la Regia tenuta passò ai Savoia fino alla proposta del Ministro Depretis che la declassò a Demanio dello Stato, il 31 Maggio del 1877. L’anno successivo, con regio decreto, il palazzo fu ceduto al Comune di Castellammare di Stabia. La struttura fu adibita ad albergo e divenne "Hotel Margherita". Dopo un periodo in cui rimase dismesso riaprì nel 1923 con il nome di "Royal Hotel Quisisana" fino alla metà degli anni '60. La struttura attuale della Reggia si compone di tre corpi di fabbrica che formano un unico organismo architettonico. Il primo, che si articola su due livelli, possiede l’ampio portale d’ingresso, in asse con il lungo viale alberato, e al primo piano è ubicato l’originario piano nobile che si apre verso il parco con una gradevole loggia. Il secondo, orientato verso un eccezionale paesaggio, è posizionato ortogonalmente alla fabbrica d’ingresso, a voler formare una “L” e si sviluppa su due piani e il sottotetto. Le lineari facciate di questi manufatti sono scandite dalle slanciate finestre ornate con elementi classici. Il terzo corpo accompagna il pendio ed è caratterizzato dallo sviluppo planimetrico che segue la forma di una “U” e dal possente porticato che movimenta il prospetto verso valle. Nel cortile interno al Palazzo, il giardino conserva ancora l’impianto di “giardino all’italiana”.