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Monumento ai Caduti

 

monumenti ai caduti Ubicazione Piazza Principe Umberto
Recapiti  
Orari  
Chiusura  
Visitabile  
Accesso facilitato Si
Fonte principale Castellammare di Stabia, luogo d'arte cultura e tradizione, a cura di Giuseppe D'Angelo
Descrizione

Il monumento fu eretto nel 1925 opera dell’artista Giuseppe Renda; rappresenta la “Vittoria Alata”.

In piazza Principe Umberto, nei pressi della Villa Comunale, si erge il monumento ai caduti rappresentato da una “Vittoria Alata”. Questo monumento sorse nel 1925 ad iniziativa di un Comitato cittadino che ne affidò l’incarico all’artista prof. Giuseppe Renda. Il monumento doveva rispondere a determinate condizioni: glorificare i Caduti e suscitare l’amore patrio; esprimere ciò senza simboli difficili a intendersi e ispirarsi alla grandezza delle opere classiche. Le esigenze sono state soddisfatte con un gruppo di tre figure. La lotta vittoriosa (rappresentata dal guerriero trionfante) e i dolori sofferti (rappresentati dalla madre dei combattenti e dei Caduti), sono consacrati ed offerti a Roma, simbolo della patria, che risorge sulle rovine del suo passato, riprende e stringe nel pugno il mantello imperiale. L'opera è circondata da 4 bassorilievi in cui sono interpretati i quattro aspetti principali della guerra privi di ogni riproduzione di armi o strumenti guerreschi moderni che stonerebbero con l’ispirazione classica. Il bassorilievo frontale interpreta la guerra terrestre con la lotta tra un legionario e l’aquila austriaca. Il bassorilievo a destra interpreta la guerra marittima con la nave rostrata latina guidata dalla vittoria tra le insidie del mare. Il bassorilievo a sinistra interpreta la guerra aerea con le furie che seminano incendi e lutti sulle città. Il bassorilievo alle spalle interpreta la preparazione civile alla lotta con il lavoro delle officine e nei cantieri per la guerra. Per coerenza di stile anche la base è ispirata ai grandi monumenti romani. L’inaugurazione del monumento si svolse, con grande solennità, nel pomeriggio del 28 ottobre 1928. Dopo che l’Ordinario Diocesano, Mons. Pasquale Ragosta, preceduto dai Canonici del Capitolo Cattedrale, processionalmente, ebbe impartita la benedizione, lo scrittore, grande cieco di guerra, On. Carlo Delcroix, tenne l’orazione celebrativa.