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Chiesa del Gesù

 

foto Ubicazione Strada Gesù, 11
Recapiti tel. 081 8705565
Orari  
Chiusura  
Visitabile Si - pacheggio auto e bus, parcheggio Porto, via Bonito 
Accesso facilitato No
Fonte principale M. PALUMBO (a cura di), Stabiae e Castellammare di Stabia. Antologia storica, Napoli 1972.

 

Descrizione

Fu fondata nel 1609. Vi sono custoditi pitture di Luca Giordano, Paolo de Matteis, Vincenzo Galloppi e una macchina da festa usata per l'esposizione del Santissimo Sacramento(composta da elementi del XVIII e XIX secolo).

Il 9 aprile 1608 furono invitati i Padri Gesuiti in Città per evangelizzare i giovani. Il Collegio dei Padri della Compagnia di Gesù e la relativa chiesa, dedicati a Santa Maria del Soccorso, furono fondati nel 1609 grazie alla collaborazione del Comune e della Diocesi con il nobile Piergiovanni da Nocera.
I lavori iniziarono nel 1614 su progetto del gesuita Pietro Provedi e furono completati (e modificati) dal frate Agazio Stoia. La chiesa fu inaugurata nel 1615. A seguito dell'espulsione dei Gesuiti dal Regno di Napoli, il complesso fu affidato alla Comunità del Clero dei Preti Semplici. Nel 1785 la seicentesca statua della Madonna del Carmelo, che era venerata nel dismesso complesso carmelitano (al Molo), fu concessa da re Ferdinando al Clero cittadino, e intronizzata in questa chiesa.
La facciata presenta un'imponente trabeazione che la divide in due sezioni e si conclude con timpano triangolare; alle porte della chiesa erano affissi (ora sono conservati) due stemmi, opera di Giuseppe Filosa: quello della Città e quello della Comunità del Clero. L'interno presenta un unica navata con due cappelle per lato e l'altare maggiore. Sul frontespizio interno è posta la tela di Paolo de Matteis raffigurante Sant’Ignazio e San Francesco Saverio che ricevono il breve della missione da Papa Paolo III. A destra dell’ingresso è collocata un'ulteriore tela del Matteis raffigurante la Sacra Famiglia e i Santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kotska. L’altare maggiore è impreziosito dalla tela della Beata Vergine del Rifugio (detta del Soccorso), opera del celebre Luca Giordano. Il citato altare provilegiato, acquisito nel 1812 dalla chiesa dell'Annunziata di Angri, è una interessante opera marmorea da attribuire a un allievo di Giuseppe Sanmartino.
La volta della navata presenta il grande dipinto, realizzato nel 1899, da Vincenzo Galloppi che raffigura il Trionfo del Nome di Gesù. Lo stesso artista è l'autore dei dipinti dell'abside (1895) raffiguranti il Discorso della montagna e la Mensa degli angeli.
Tra le tante testimonianze artistiche presenti si segnalano, inoltre, sei tondi (sec. XVIII) di Angelo Mozzillo (restaurate dal Viraldi) con figure di coppie di Angeli. Presenta un grande valore votivo la piccola tela tardo-seicentesca raffigurante San Catello, patrono di Stabia. Nella tempio è conservato un raro esemplare di Macchina da festa, usata per l'esposizione del Santissimo Sacramento: un grande ostensorio composto da elementi lignei realizzati da intagliatori napoletani del XVIII e XIX secolo.
Era di proprietà della chiesa una ricca biblioteca annessa che custodiva, oltre a importanti volumi, documenti storici riguardanti la città. Oggi questa collezione è stata donata alla biblioteca dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Mons. Raffaele Pellecchia" di Castellammare di Stabia.