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Raffaele Viviani

 


viviani3viviani4Poeta, commediografo, compositore, attore teatrale ed autore di famose canzoni napoletane, Raffaele Viviani nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1888 e muore a Napoli il 22 marzo del 1950.

Personaggio complesso di straordinaria genialità e sensibilità, con una visione personale del mondo, dell’uomo e dei fatti  che interpreta con la sua arte. Debutta a quattro anni in un teatrino allestito dal padre, per sostituire il cantante Carlo Ciofi, che si era ammalato.     viviani

Il primo successo lo ottiene nel 1905 al teatro Petrella, con la canzone O’ scugnizz. Da qui il suo successo a Napoli e in tutta la penisola.

Nel 1912 vince un premio della “Tavola rotonda” con la canzone Ce vevo ‘a coppa, pubblicata da Bideri. Fra le tante canzoni pubblicate si ricordano anche: Bammenella e Quanno iarraie a spusà, ripubblicate nel 1917.

Viviani nel 1917 forma la sua prima compagnia musicale napoletana e nello stesso periodo pubblica libri di memorie, di poesie e di teatro.

Il suo fu un teatro innovatore, diverso: rappresentò  la vita del popolo napoletano, tanto da provocare il disappunto degli italiani benpensanti. In questo si differenziò da Eduardo de Filippo, dalla rappresentazione della sua borghesia.  Viviani diceva: “… per me la bellezza di un’opera risiede nei particolari minori, nella fedeltà del quadro … nell’umanità degli avvenimenti …” . Egli scelse, infatti, come protagonista il popolo autentico, i mendicanti, la plebe, curando i particolari (l’atteggiamento dei volti, le movenze, i suoni della voce) e mostrando attenzione ai fatti minuti della vita quotidiana.

viviani1Con la censura fascista e i tagli che si effettuavano ai copioni teatrali spesso compariva la nota al margine che autorizzava la rappresentazione solo se recitata da Viviani.

Regista esigente, pretendeva che fosse tutto imparato a memoria e che gli attori rimanessero fedeli al testo.  Curava egli stesso tutte le fasi dello spettacolo, dalla scrittura del testo all’allestimento delle rappresentazioni, dalle prove alla recita.

vivianiNegli ultimi anni della sua vita, ammalato, scrisse alle case editrici perché si pubblicasse il suo teatro, ricevendo solo risposte evasive.
viviani2 Nel 1957 in una edizione della ILTE si scopre la diversità e la grandezza del lavoro di Viviani.  Da un ricordo nostalgico della figlia emerge la passione per il teatro che accompagnò la vita di questo straordinario uomo: recitò per l’ultima volta nella sua camera da letto, in un tardo pomeriggio del febbraio 1950. Un mese dopo morì.
A Castellammare di Stabia gli è stata intitolata una strada: sul portone, che dà accesso alla casa in cui nacque, nel 1959 è stata affissa  una lapide. Nella  villa comunale esiste un busto eretto in sua memoria e portano il suo nome una scuola media e un istituto professionale della città.
 

Fonte principale.
Ettore de Mura - Enciclopedia della Canzone Napoletana
Casa Editrice IL TORCHIO, Napoli 1969
 
Fotografie.
Le foto di Viviani sono dell'Archivio Storico Comunale di Castellammare di Stabia.