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Michele Esposito

Nato a Castellammare di Stabia il 29 settembre 1855 iniziò gli studi pianistici sotto la guida di F. Simonetti . Ammesso come allievo interno e vincitore di una borsa di studio presso il conservatorio San Pietro a Majella, ebbe come insegnanti B. Cesi e P. Serrao.
La sua brillante carriera scolastica scandita dalle tappe di nomina a maestrino a 14 anni e di primo alunno a 16, si concluse nel 1873 con il premio d'uscita consistente in una pensione governativa di 3 anni. A quell'anno risale la sua prima composizione, una Fantasia per pianoforte sull'opera Benvenuto Cellini di Lauro Rossi, eseguita in concerto e pubblicata l'anno dopo.
Contemporaneamente Michele Esposito si affermava come pianista e didatta. Fu in seguito all'acquisto delle sue composizioni da parte della casa editrice Lucca di Milano che ebbe la possibilità nell'ottobre del 1878 di recarsi a Parigi dove visse 4 anni. Tenne concerti nelle prestigiose sale Herz e Pleyel e nei circoli privati.
Nella primavera 1882 accettò la cattedra offertagli dalla Royal Irish Academy of music, Accademia di musica di Dublino. Ebbe inizio un periodo di intensa attività didattica alla quale affiancò iniziative di diffusione musicale: nel 1886 si fece promotore di una società di concerti da camera e nel 1889 fondò la Dublin Orchestral Society.
Alla fama di concertista, si unì quella di compositore e fu più volte premiato: nel 1897 al festival irlandese; nel 1907 alla Société nouvelle di Parigi; nel 1908 alla Reale Accademia filarmonica di Bologna.
Si dedicò anche alle trascrizioni e alle revisioni di un vasto repertorio orchestrale e pianistico pubblicate dalla casa editrice C. E. Edition da lui fondata durante la Prima Guerra Mondiale.
Un riconoscimento ufficiale fu il conferimento del titolo di Doctor of music da parte dell'Università di Dublino nel 1905. Continuò ad esibirsi come pianista e direttore d'orchestra fino al 1928, anno in cui fece ritorno definitivamente in Italia.
Attivo come didatta, concertista, compositore e organizzatore, lavorò principalmente in Irlanda e nell'ambito del panorama musicale di quel paese costituisce una figura di fondamentale importanza. Molte sono le composizioni da lui lasciate nei generi cameristico, orchestrale e teatrale.
La produzione per pianoforte occupa un ampio spazio: fin dalle prime opere, la scrittura pianistica è brillante ed espressiva al tempo stesso. Scrisse inoltre due sinfonie e due concerti per pianoforte e orchestra e si dedicò anche al teatro musicale. Sono numerose le revisioni di composizioni pianistiche in particolare di clavicembalisti italiani, autori sui quali tenne anche conferenze.
Le sue attività diedero un importante impulso alla vita musicale irlandese e allo sviluppo di una scuola nazionale. La sua personalità, nella quale al valore musicale si unisce un'alta statura morale, è fortemente rappresentativa: il maestro ha operato a livello europeo esprimendo i valori positivi della musica strumentale italiana.
Morì a Firenze il 19 novembre 1929.

Fonte: Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 43 (1993)