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Enrico Gaeta

Castellammare di Stabia, 11 settembre 1840 - 5 luglio 1887
Nel 1857 entrò all'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove insegnavano Giuseppe Mancinelli e Gabriele Smargiassi, dedicandosi alla pittura di paesaggio.
Avvertì inizialmente l'influsso di Giacinto Gigante, con il quale era in ottimi rapporti. All'Accademia il Gaeta, oltre che nella scuola di pittura, studiò anche nella scuola del nudo, in un concorso della quale, nel 1864, si meritò un premio.
Nel 1867 partecipò all'Esposizione universale di Parigi con il quadro I Pini.
Nel 1868 divenne socio della Promotrice; da questo momento fino alla morte si registra la sua presenza, accompagnato a notevole successo, nelle più importanti manifestazioni artistiche italiane e straniere.
Dalla seconda metà degli anni sessanta si era avvicinato, per il rapporto spazio-luce, al linguaggio pittorico degli artisti della Scuola di Resina, mostrandosi vicino alla ricerca spaziale e luministica di Marco De Gregorio.
Nel periodo che va dalla metà degli anni sessanta alla metà del decennio successivo si può individuare la fase più intensa e felice della sua attività. Comincia così la sua affermazione in sede nazionale e internazionale.
Nel luglio del 1887, mentre stava lavorando al dipinto Via Suburbana, Gaeta fu aggredito da due uomini: colpito gravemente, morì il giorno successivo.