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Il Cantiere Navale

Il Cantiere

 fonte: il cantiere navale di Castellammare di Stabia - Catello Vanacore\Bianca d’Antonio

Con l’avvento di Ferdinando IV di Borbone, la corona spagnola intese avviare un processo di ammodernamento della marina militare e mercantile napoletana. In tale ottica, con un “Real Dispaccio” emanato nel 1780, furono stanziati circa 70.000 ducati, utili per lo più al recupero dei precedenti complessi cantieristici, già presenti ai tempi di Federico di Svevia.

I lavori iniziarono ufficialmente nel 1783 e terminarono nel 13 maggio 1786, anno in cui fu varata la corvetta Stabia, la quale sancì ufficialmente la nascita del Cantiere navale stabiese.

Durante la dominazione francese dal 1806-1815, Gioacchino Murat (allora alla testa del trono napoletano per conto dei francesi, ndr.) decise di aumentare la portata e la produttività del plesso stabiese, adducendogli la pregiata denominazione di “Stabilimento di Pubblica Utilità”. Nel 1811 iniziarono i lavori di potenziamento del complesso, che portarono alla realizzazione di alcuni nuovi capannoni per il deposito dei materiali e alla costruzione di una ferriera, con scalo diretto all’interno del porto mercantile.

Nel 1817 dopo l’avvento di Francesco I - in seno all’impero borbonico -, fu varato il primo bastimento a vapore denominato Ferdinando I e considerato all’epoca, come una vera e propria innovazione del mondo navale. Da qui nel 1839 tramite un finanziamento di circa 350.000 ducati, fu ampliata la grandezza del sito, inglobando anche l’area contigua di “Portopennello”, in un’ottica di avvicinamento sempre maggiore, alla produzione stabile di imbarcazioni a vapore. I lavori terminano nel 1842, sotto l’egida di Ferdinando II, il quale introdusse ufficialmente la “Scuola per costruttori navali”.

Dopo un fragile periodo iniziale, postumo ai primi vagiti del “Regno Unitario”, il cantiere stabiese, tornò prepotentemente alla ribalta grazie ai vari delle corazzate “Duilio e Dandolo”, accolte dallo stesso Vittorio Emanuele II, in visita presso la cittadina termale, per assistere al varo. Nel 1877 fu la volta del figlio Umberto I, accorso alle pendici del Faito, per ammirare la nascita della corazzata “Italia”. A seguito del periodo di declino che interessò l’intero suolo nazionale, il 1° aprile del 1939, il Cantiere di Castellammare di Stabia -con previa esclusione della Corderia-, passò in possesso della S.A. Officine Meccaniche e Cantieri Navali di Napoli, poi divenuta Navalmeccanica.

Nel 1941, le truppe tedesche -approfittando dell’armistizio- occuparono il cantiere, causando ingenti danni alle strutture. Il processo di recupero inizierà solo cinque anni più tardi e precisamente nel 1946 con il piano di risanamento proposto da Finmeccanica. Un’opera di rilancio sontuosa, in grado di realizzare in appena sei anni la costituzione di nuovi uffici, il completamento della banchina di allestimento e dell’officina di saldatura, oltreché al rifacimento dei piazzali antistanti ai plessi. Con questa ristrutturazione il cantiere fu dotato di tre scali su cui poter produrre navi sino a 20.000 tonnellate. Nel 1958 invece furono potenziati gli scali ed ampliate le officine, assieme al prolungamento del molo mercantile, sul quale fu ricavata anche una banchina per l’allestimento contemporaneo di due unità. L’opera di rilancio delle attività cantieristiche stabiesi, culminò nel 1967 quando fu ufficialmente varato l’incrociatore “Vittorio Veneto”, divenuto nave ammiraglia della flotta italiana.

Dopo il periodo instabile dettato dalla crisi del canale di Suez -la quale spostò il baricentro delle commesse navali verso l’Oriente-, nel 1966 nacque Italcantieri, con l’unico scopo raggruppare sotto un unico gonfalone i cantieri di Castellammare di Stabia, Genova-Sestri e Monfalcone. L’opera di rilancio della cantieristica italiana interessò in particolar modo l’area stabiese, per la quale fu predisposta un piano di ammodernamento di circa 2,5 mld di lire.

Nel 1983 nasce ufficialmente Fincantieri. I vertici societari decidono di puntare ancora una volta sul bacino stabiese, investendo circa 40 miliardi di lire, utili alla realizzazione di un nuovo scalo ed alla realizzazione di due capannoni scorrevoli installati su appositi binari. Il 19 marzo 1992, il Papa Giovanni Paolo II, in visita presso  l’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare, fu ospite presso i cantieri navali per l’incontro con il mondo del lavoro di cui per secoli, Castellammare di Stabia ha costituito un riferimento unico per il Sud Italia.

 papa Giovanni Paolo II alla fincantieri   fincantieri   Cantiere navale Fincantieri Castellammare di Stabia copia Regio Cantiere