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Home --> Progetti --> Sicurezza Urbana: risultati del questionario nelle scuole

Nel Castello della sicurezza e legalità
Castellammare di Stabia

Rapporto : indagine sulla sicurezza urbana


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Il progetto si pone lo scopo principale di miglioramento degli spazi pubblici e delle condizioni di vita nelle città attraverso la dotazione di sistemi tecnologicamente avanzati finalizzati alla sicurezza urbana. Tali interventi sono integrati ad azioni finalizzate alla dissuasione delle manifestazioni di inciviltà e di criminalità diffusa nonché al miglioramento delle condizioni di sicurezza e a garantire maggiore libertà alle persone, puntando sull’educazione e sulla promozione delle norme che regolano la vita sociale e, infine, sulla prevenzione dei comportamenti di vandalismo e di bullismo giovanile.


PREMESSA.

Lo scopo di questa parte del Rapporto è quello di offrire una serie di materiali attraverso cui il lettore può prendere visione dei risultati complessivi emersi dall’indagine e sui quali può svolgere riflessioni autonome che esulano dalle considerazioni espresse nel presente lavoro. Più in particolare, nella sezione subito successiva a questa, verrà indicato il criterio di campionamento e descritto il campione medesimo. In quella seguente, invece, si forniranno una serie di indicazioni sugli elementi e la metodologia utilizzata per la costruzione degli indici sintetici. In conclusione, si proporranno i risultati ottenuti dalle analisi effettuate su tali indici, nonché una ricca raccolta di tavole che rappresentano i risultati dettagliati qualificanti l’indagine sulla sicurezza urbana del 2008.
Il contesto territoriale in cui si intende proporre il progetto è caratterizzato da un’elevata popolazione giovanile, la quale incide sultotale della popolazione residente (oltre 66.000 residenti con alta densità abitativa) per circa il 25%. A Castellammare di Stabia problematiche sociali quali evasione e dispersione scolastica, disoccupazione, sottoccupazione, lavoro nero, degrado socio-ambientale, presenza storica di clan criminali hanno notevolmente contribuito ad amplificare modelli di disagio che, nell’universo giovanile, si manifestano in modo eclatante e continuativo.


OBIETTIVI.

METODOLOGIA.

Metodo di campionamento e descrizione del campione

1) L’indagine è stata realizzata mediante un questionario per gli alunni, assolutamente anonimo, composto da 23 domande e strutturato su cinque sezioni:


Sono state coinvolte 4 scuole medie:

e 2 istituti superiori:

2) Il campione degli alunni intervistati è stato di 229 ragazzi (180 femmine e 119 maschi) della fascia d’età compresa tra i 13 e 18 anni. Il questionario è stato somministrato in tutte le scuole nel mese di novembre. Si vuole precisare che l’attività è stata avviata con l’intenzione di:

AMBITI.

Il progetto nasce dalla necessità di un confronto tra servizi sociali, mondo della scuola, comunità di appartenenza e forze dell’ordine, per promuovere azioni integrate rivolte alla prevenzione del disagio. La scuola, infatti, costituisce un ambito privilegiato di osservazione dove si sperimentano e si agiscono modalità di interazione con gli altri, con gli adulti e con un contesto formale.
La definizione di devianza assume in sé una concezione del fenomeno quale allontanamento o trasgressione di una norma che non implica necessariamente l’acquisizione di una identità o di un comportamento delinquenziale; si parla, infatti, di disagio, di devianza e, in misura minore, a differenza di altri Paesi, di delinquenza. La devianza esprime un disagio che scaturisce dalla carenza di un efficace scambio relazionale tra gli attori di un medesimo sistema sociale.
La definizione delle posizioni e dei ruoli nelle società è caratterizzata dall’instabilità e dalla precarietà. Le identità, anziché essere date per nascita, appartenenza di classe, legami territoriali, sono il risultato di scelte che spesso devono essere effettuate più volte nel corso della stessa vita, attraverso continui processi di socializzazione e rinegoziazione dei rapporti. Il notevole impulso verso questa problematica, con conseguente proliferare di progetti e interventi specifici, è destinato a fornire risposte per implementare una prevenzione efficace della devianza e del disagio che essa può rappresentare.Se da un punto di vista quantitativo molte sono le difficoltà di analisi dei dati, che risultano essere frammentati dal versante qualitativo, l’analisi delle caratteristiche e delle tipologie di utenza risultano essere più chiare, più delineate.


RISULTATI DELL’ANALISI DEI DATI.

Tabella 1: Numero di elementi del campione suddiviso per età media e genere

SCUOLE ETA’ MEDIA MASCHI % FEMMINE % TOTALE
Scuola Media “Di Capua” 13 16 39,1 25 60,9 41
Scuola Media “Denza” 13 16 37,3 27 62,7 43
Scuola Media “Panzini” 12 20 40 30 60 50
Scuola Media “Stabiae” 12 21 44,6 26 55,4 47
Liceo Classico “Plinio Seniore” 16 25 39,9 39 60,1 64
Liceo Scientifico “Severi” 17 21 38,9 33 61,1 54
TOTALE 119 39,7 180 60,3 299

 

Indice famiglia di provenienza:

Per la verifica delle proposizioni appena illustrate, occorrono dei dati relativi alla distribuzione della scolarità nella popolazione di Castellammare. Al fine di poter analizzare l’impatto del background familiare, occorre anche poter conoscere tale informazione per ciascuna persona presente nel campione.
La scolarità dei genitori risulta abbastanza elevata e sostanzialmente omogenea tra i due sessi.
Il 56.4% dei padri, (escludendo le mancate risposte), e il 53.1% delle madri ha terminato la scuola dell'obbligo, mentre il 41.2% dei padri e il 44.3% delle madri ha un diploma di maturità o un titolo universitario.
La più elevata scolarità delle madri si registra anche a livello di laurea, con il 7.6% di laureate, contro il 5.6% dei padri.

Indice di interessi sociali e orientamenti politici:

Dalle risposte alle domande, inerenti alla consultazione abituale di quotidiani o telegiornali, il 70% degli alunni dichiara di seguire costantemente le vicende di cronaca e di politica, il 20% due o tre volte alla settimana e solo il 10% quando capita .Il 90% degli interessati asserisce di essere credente, anche se non praticante, ritenendo la religione di fondamentale importanza nella vita sociale, mentre per il restante 10% la componente religiosa assume valenza limitata. Per affrontare i problemi del paese il 50% propone di difendere gli strati più deboli della popolazione, il 30% di puntare di più sulla produttività e sul settore privato, il 20% di favorire forme di solidarietà sociale, in opposizione agli interessi del singolo, e solo il 10% di partecipare attivamente alle scelte e alle decisioni politiche.


Indice di orientamento nei confronti della legalità:

- I giovani intervistati, circa l’85%, sono consapevoli dell’importanza delle leggi e delle regole per il funzionamento di una società civile.
- La metà dei giovani intervistati riconosce l’importanza di punire sempre chi non rispetta le
regole, ma con delle significative eccezioni espresse nell’età adolescenziale, dove emerge un certo desiderio di impunità. Una consapevolezza ben presente nelle classi III media, con oltre il 75% dei ragazzi e ragazze intervistate, ma che poi cala drasticamente fino alle III classi del Liceo, con appena il 20% dei ragazzi e ragazze intervistate.
- Quasi all’unanimità i giovani dichiarano che la situazione del territorio, in termini di rispetto di regole e leggi, è decisamente negativa. Una situazione che si presenta negativa per i ragazzi intervistati già ai primi anni delle medie, ma che peggiora costantemente.

Indice di rappresentazione della criminalità:
Una prima differenza tra dichiarazioni di principio e loro attuazione risulta evidente a proposito del rispetto della legge. Tutti dichiarano, inizialmente, di ritenerlo importante (90.8%) ma le successive risposte sgretolano tale compattezza.

La prima incrinatura si nota già sul piano concettuale: alla domanda, che tende a graduare il possibile rispetto, infatti, solo il 53.5% risponde che la legge va rispettata sempre, mentre il 33% ammette trasgressioni.

Una notevole contraddizione appare alla domanda che chiede di dare un giudizio su chi non paga il biglietto dell'autobus. Solo il 20% (ma in alcune scuole è molto inferiore) lo considera un comportamento inammissibile, mentre tutti gli altri, per un motivo o per l’altro, pensano che si possa anche non pagare. Da sottolineare, in particolare, che un altro 20% lo ritiene conveniente quando si è sicuri di non essere scoperti.

Indice sulle cause della criminalità:
E’ preoccupante constatare che le risposte più corrispondenti ad un corretto rapporto fra cittadino e Stato arrivano dai ragazzini delle scuole medie inferiori e che la diffidenza verso le istituzioni aumenta con l’età.

Notevoli differenze sono state riscontrate tra le scuole in cui da sempre si svolgono attività di sensibilizzazione ai problemi della società e, quindi, si sviluppa una educazione civica attiva, e le scuole in cui invece l’educazione civica è poco curata. Ma un peso determinante lo hanno evidentemente anche il contesto sociopolitico e alcune ideologie capaci di influenzare i giovani.

 

LE RIFLESSIONI DEL MONDO SCOLASTICO.

I dati emersi dai questionari si mostrano molto interessanti ed utili per il successivo lavoro educativo e didattico e offrono spunti di riflessione immediata:

1. Alcune idee e comportamenti negativi sembrano subire un incremento nel passaggio dalla scuola media alla scuola superiore (tanto da far registrare le percentuali peggiori nelle classi II e III del Liceo) come se, nel corso del I anno di scuola superiore, si sviluppassero pensieri e comportamenti volti ad una maggiore illegalità. Tutto ciò è da attribuire all’entrata nell’adolescenza, periodo di tendenza all’elusione ed al disprezzo delle regole per affermare la propria personalità, anche se non è da sottovalutare l’ipotesi che il contesto scolastico, ed ancora di più del territorio circostante, influiscano ancora di più nella tendenza espressa. Al riguardo, occorrerebbe un confronto con dati di riferimento nazionale, per quanto, offre, comunque, una base di lavoro notevole al fine di concentrare il nostro lavoro educativo sulle prime classi affinché riescano ad evitare pericolose deviazioni, e sulle classi successive, affinché non siano di cattivo esempio per i più piccoli.

2. Le ragazze appaiono più rispettose delle regole, più coscienti e consapevoli e mostrano una maggiore volontà di impegno nel promuovere il cambiamento. Questo dato invita a puntare molto sulle donne per affermare un maggior senso di legalità.

3. I dati, che segnalano la scarsa conoscenza delle leggi dello Stato e dei ruoli dei suoi organi istituzionali, invitano scuole ed istituzioni preposte a promuovere l’approfondimento dell’educazione civica e l’attivazione di progetti specifici, volti ad approfondire queste tematiche.

4. Molti dati emersi sono inquietanti e risulta difficile comprendere se sono da imputare alla “crisi adolescenziale’” o a quella “generazionale” di assenza di valori e di accentuato relativismo o, ancora più profondamente, alla situazione difficile del nostro territorio. Alla domanda: “Quali dei comportamenti ritieni meno gravi?”, il 60 % degli alunni ha risposto: “abusare di alcolici e superalcolici”. E’ comunque importante lavorare molto per tentare di dare ai giovani dei punti fermi, dei valori in cui credere, la cui violazione deve essere necessariamente vista come un elemento negativo, scatenante senso di colpa e possibili sanzioni, non sempre da interpretare come negative, ma anche utili alla propria crescita individuale.

LE EVOLUZIONI.

Da quanto finora riportato, l’identificazione dell’istituzione scolastica come luogo ideale per la promozione di una cultura della legalità tra le nuove generazioni, appare evidente, così come risulta chiara la distinzione, tra diffusione di cultura ed educazione che ci rimanda ad un impegno e ad una continuità le cui coordinate abbiamo tentato di porre in risalto nel lavoro proposto.
Le esperienze condotte sul campo hanno dimostrato l’efficacia di un approccio basato su un processo di autoapprendimento da parte degli alunni; infatti, essi se opportunamente guidati, sono in grado di trarre da soli una valutazione critica della realtà, in modo da elaborare idee, progetti e desideri di cambiamento. Proprio attraverso questo sforzo personale si giunge ad un assorbimento delle responsabilità individuali e collettive dei cittadini e ad una spinta partecipativa che segnala un certo grado di maturazione civica.
In continuità con quanto realizzato con questa esperienza, e grazie al clima di collaborazione instauratosi tra gli operatori che hanno interagito per la realizzazione degli interventi descritti, si è considerato importante promuovere altre iniziative abbinabili ad un’opportunità di finanziamento regionale relativo all’educazione ambientale, costruendo il progetto “NEL CASTELLO DELLA SICUREZZA E LEGALITA”.

 

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