Nel 1997 l’Ufficio Tecnico del Comune di Castellammare di Stabia ha redatto il progetto di consolidamento e di restauro dell’ex Casino Reale del Quisisana, immobile di proprietà comunale, tutelato ai sensi della L. 1089/39, per destinarlo a Museo e Scuola di Restauro.
L’attività di progettazione risultò notevolmente complessa, in particolare perché occorreva rendere compatibili la tecnica costruttiva antisismica con l’esigenza di conservazione e di recupero delle caratteristiche strutturali proprie dell’edificio monumentale.
In data 28/11/1997 il progetto veniva presentato alle Amministrazioni competenti per i necessari pareri, propedeutici alla assegnazione definitiva dei finanziamenti.
La la Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli e Provincia con nota prot. n. 41931 del 5/12/1997, esprimeva il proprio nulla osta seppure condizionato.
In particolare, rappresentava che il progetto strutturale non poteva ritenersi compatibile con i criteri di tutela e valorizzazione dell’immobile storico, pur ravvisando la necessità di procedere al recupero dell’edificio in tempi brevi, in considerazione delle condizioni di degrado e punti di crisi di un certo rilievo determinatosi nel corso dei decenni; pertanto si riservava il potere di richiedere ed approvare in corso d’opera le metodologie di realizzazione di alcuni interventi, sia di carattere strutturale che di restauro propriamente detto, più idonee a preservare le caratteristiche storiche, artistiche ed architettoniche dell’ex Casino Reale del Quisisana.
Con la citata nota la Soprintendenza procedeva, comunque, ad impartire già una serie di prescrizioni da adottare in fase esecutiva. In particolare disponeva che:
In data 10/12/1997 la Conferenza dei Servizi convocata dal Comune di Castellammare di Stabia prendeva atto delle prescrizioni della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli e di ulteriori prescrizioni, impartite dal rappresentante del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, in merito alle normative antincendio da rispettare.
La Conferenza dei Servizi, in ogni caso, approvava il progetto di che trattasi condizionato al rispetto delle richiamate prescrizioni e ne dichiarava la sua immediata cantierabilità.
Con delibera CIPE 06/08/1999, pubblicata sulla G.U.R.I. del 11/11/1999 n. 265, l’opera veniva finanziata per lire 38.000.000.000 (19,635 Meuro).
Con bando, pubblicato sulla G.U.R.I. in data 17/02/2001, veniva indetta una gara con licitazione privata per l’affidamento dei lavori di restauro dell’immobile di che trattasi, ponendo a base della gara il progetto approvato in sede di Conferenza dei Servizi, per un importo di € 13.731.556,03 (comprensivo di oneri di sicurezza), stabilendo come criterio di aggiudicazione il prezzo più basso, con offerta a prezzi unitari (art. 21 comma “a” L. 109/94).
La gara veniva, quindi, aggiudicata all’Associazione Temporanea tra le imprese POUCHAIN S.R.L. (mandataria) e S.A.B.E.S.A. S.p.A. per l’importo di € 9.129.880,00 di cui € 8.546.284,60 per lavori al netto del ribasso medio d’asta pari al 34,999% ed €583.596,30 per oneri di sicurezza. Il contratto veniva stipulato il 3/05/2005, n. rep. 1224.
Disposta l’aggiudicazione, in data 12/06/2002 con delibera di G.C. n. 127 veniva approvato il nuovo Quadro Economico dell’intervento, che tra l’altro prevedeva l’accantonamento dell’importo di € 4.601.675,13 – risultante dal ribasso d’asta – quale somma a disposizione dell’Amministrazione per l’adeguamento del progetto strutturale e per il rispetto delle ulteriori prescrizioni impartite in sede di Conferenza dei Servizi.
In data 26/06/2002, la Direzione dei Lavori nel procedere alla consegna dei lavori, constatava:

La prima pulizia del sito metteva, però, in evidenza che il degrado delle strutture aveva raggiunto livelli tali, non solo da non consentire di procedere alla eliminazione delle situazioni di crisi per la preservazione della statica del complesso monumentale, ma anche di eseguire i rilievi ed i sondaggi propedeutici all’approfondimento delle caratteristiche geometriche e strutturali dell’edificio e, quindi, alla stesura del progetto di consolidamento richiesto dalla Soprintendenza.
Pertanto, la direzione dei lavori, coadiuvato dal proprio consulente ing. Renato Sparacio, preventivamente ad ogni altra operazione redigeva il progetto dei primi lavori di messa in sicurezza dell’ex Casino Reale, consistenti:
Il progetto veniva sottoposto all’esame della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli,che con nota prot. n. 15483/02 del 11/02/2003 esprimeva il proprio nulla osta.
Nella relazione istruttoria di accompagnamento della perizia, redatta in data 11/07/2003 a seguito della richiamata approvazione del progetto dei primi lavori di messa in sicurezza dell’immobile, il Responsabile del Procedimento evidenziava che:
Con tale motivazione il RUP ne proponeva l’affidamento a trattativa privata all’ATI aggiudicataria alle medesime condizioni del contratto principale, come poi avvenuto con determinazione n. 82 del 18/07/2003 del Dirigente del Settore Urbanistica.
L’affidamento fu formalizzato in data 25/9/2003 con contratto n. 299 di repertorio.
Frattanto, era stata anche disposta la esecuzione di alcune lavorazioni non comprese nel contratto principale ma indispensabili per l’aggiornamento del progetto a causa delle mutate condizioni statiche del fabbricato, e precisamente:

Dette lavorazioni venivano affidate a trattativa privata all’appaltatore del contratto principale.
Così pure furono oggetto di contratto aggiuntivo rep. n. 350 del 4/10/2004 ulteriori scavi per saggi archeologici preventivi, richiesti dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei con nota n. 17705 del 2/10/2004, per valutare alcune strutture antiche emerse in sede di esecuzione dei primi interventi.
La Direzione dei Lavori, a seguito della esecuzione di appositi scavi, esami ed indagini di cantiere, effettuati di concerto con la Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli, e coadiuvata dal proprio consulente ing. Renato Sparacio, individuava i lavori aggiuntivi necessari per la corretta esecuzione dell’opera ed adeguava il progetto, in particolare per quanto atteneva gli interventi strutturali, conformemente alle prescrizioni progressivamente impartite dalla stessa Soprintendenza, applicando, tra l’altro, le tecnologie di consolidamento e restauro più innovative e le nuove norme tecniche (Direttive tecniche del Ministero per i Beni Culturali approvate dal Consiglio Superiore dei LL.PP. nel novembre 1997 e recepite con delibera della G.R. Campania n. 1754 del 9/05/2003, pubblicata nel B.U.R.C. n. 24 del 3/06/2004).
Alle soluzioni proposte, la Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli ha fornito il proprio parere favorevole con le sotto elencate note:
All’esito dell’esame favorevole del progetto da parte della Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.D. di Napoli, si è reso necessario procedere alla stesura della presente perizia tecnica, completa dei consequenziali atti tecnici economici ed amministrativi, al fine di consentire l’utile e coordinata prosecuzione dei lavori di consolidamento, restauro e recupero funzionale dell’immobile di che trattasi.